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Maghella 013

Maghella 013

Released: 2014-06-01
© Cavedon Giorgio ed Eredi
Maghella 013 - QR Code
Released: 2014-06-01
© Cavedon Giorgio ed Eredi

Description

Siamo in un mondo di maghi, streghe, lupi mannari, creature diaboliche e fatate. E’ un periodo fantastico, un “medioevo impazzito con molte fessure temporali sul futuro e sul passato“, estremamente affascinante e pericoloso. Qua nasce Maghella. Prorompente giovane bellezza dai lunghi capelli neri corvini, una bocca rosea, sempre pronta a schiudersi sorridente (talvolta invitante), le gambe lunghe e sode a sostenere natiche troppo rotonde per non fare la loro parte durante l’incedere della loro legittima proprietaria. Anche se figlia di strega, non ha uno straccio di potere e, arrivata all’età della ragione, ci rimane male. E ne ha tutte le ragioni! --- Nota dell’autore: "Mi chiamo Furio Arrasich. Maghella nacque in una notte di sole pieno, poco prima del canto del porco, nel regno di Menelik. Allora lavoravo per lui come scrivano. Mi avevano rinchiuso in una segreta e ogni sera, quando dal minareto si levava la voce stonata della madre di una cantante di operette, due armigeri venivano a prelevare lo scritto della giornata e in cambio mi passavano cappuccino e cornetto. Ebbene, in una di quelle notti, cominciai a raccontare di questa fanciulla in un mondo di maghi, streghe, lupi mannari, creature diaboliche e fatate. Ma subito avvenne l’imprevedibile: un esercito condotto dal Gran Magistrato distrusse Menelik. Fui liberato e salvato dal signore di Publistrip, viceré di Ediperiodici. Alcuni titoli esplicativi di episodi di Maghella: - Saffo mi fa un baffo! - Orco che abbaia non morde - Tira più un pelino di fata… - Lady Godeva - Gutenberg il pornografo. I disegnatori di Maghella (e miei cari amici), in ordine cronologico: Dino Leonetti e il suo staff, Graziano Origa e infine Mario Jannì (l’accento l’ho sempre ignorato), particolarmente intuitivo nel tradurre in disegno le mie scarne (ma essenziali) “note per il disegnatore“. Un particolare “grazie” a Giorgio Cavedon, il grande editore di tante collane di fumetti, che mi trascinò a Milano nel lontano 1973 e con il quale collaborai per oltre quindici anni. Pur quasi coetanei, lo considerai sempre il mio fratello maggiore. Ciao Giorgio." ---

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